Ansia e attacchi di panico: sintomi e cause4 min di lettura

Lo sapevi che i disturbi d’ansia sono tra le patologie più frequenti della nostra epoca, insieme agli attacchi di panico e alla depressione. Nel mondo occidentale si ritiene che le donne siano più colpite dai sintomi dell’ansia rispetto che gli uomini con una prevalenza pari al 30,5%, contro il 19,2%.

L’ansia è un’esperienza di ogni essere umano e coincide con una condizione di allarme in risposta a una situazione percepita come stressante o pericolosa.

Gli studi genetici hanno mostrato una maggiore concentrazione di soggetti affetti da disturbi d’ansia in alcune famiglie: circa il 50% dei pazienti con disturbo da attacchi di panico, per esempio, ha almeno un parente affetto dallo stesso disturbo.

Se considerata semplicemente come un segnale di allarme, l’ansia può essere considerata un’emozione analoga alla paura, che può essere intesa come un’ansia associata a uno specifico oggetto. Come qualsiasi altra emozione, anche ansia e paura hanno una funzione adattiva che si riduce o viene meno nei casi in cui i sintomi diventino persistenti e generalizzati.

La condizione che determina l’ansia, generalmente connessa con temi specifici individuali, può assumere le forme più disparate: ansia da prestazione come per il timore di un esame universitario o di una presentazione a lavoro davanti al tuo capo, oppure, l’ansia sociale con una specifica persona con la quale non riesci a parlare, o per la paura di mostrarsi in pubblico etc.

Fattori di rischio per l'ansia

Secondo il DSM-5

  •  Sesso femminile
  •  Separazione, divorzio, lutto (disturbo di panico, fobie,sindrome ansiosa generalizzata)
  •  Morte o divorzio dei genitori nell’infanzia (disturbo di panico, fobie)
  •  Tratti nevrotici in epoca premorbosa
  •  Familiarità
 Ad oggi i disturbi d’ansia sono i più diffusi, nella popolazione, tra i disturbi psicologici. Per esempio, in uno studio americano condotto su 8000 adulti, circa il 28% degli intervistati ha riportato di aver avuto esperienza, almeno una volta nella vita, di sintomi caratteristici di un disturbo d’ansia.

Quali sono i sintomi dell'ansia?

I sintomi psichici sono caratterizzati da:

  • sensazioni di pericolo o di minaccia: il paziente percepisce il timore o la paura di qualcosa di indefinito.
  • difficoltà di concentrazione e un vago senso di “testa vuota” o di “confusione” che riducono le capacità prestazionali e con facilità compare un senso di affaticamento.

I sintomi fisici possono essere:

  • tachicardia o palpitazioni
  • variazioni dei valori della pressione arteriosa e dolori al torace
  • disturbi respiratori
  • disturbi gastrointestinali
  • sudorazione
  • sensazioni di freddo o di caldo
  • bocca secca, senso di vertigine o sbandamento.
 I pazienti ansiosi riferiscono quasi sempre disturbi del sonno con difficoltà di addormentamento o risvegli frequenti durante la notte e disturbi dell’alimentazione sia con riduzione che con aumento dell’appetito.

Si parla di patologia ansiosa quando la reazione d’allarme insorge in assenza di uno stimolo adeguato e proporzionale, oppure, quando le risposte comportamentali si rivelano inadeguate o decisamente non vantaggiose per l’individuo, scatenando i sintomi di cui sopra.

Questo succede, ad esempio, quando per sfuggire alla paura decidiamo di non affrontare una specifica situazione. Cambiamo marciapiede quando incontriamo un persona con la quale non ci sentiamo tranquilli, oppure, saltiamo giorni di lavoro o di scuola per non incappare in situazioni che avvertiamo minacciose.

La strategia dell’evitamento è funzionale per raggiungere l’obiettivo imminente: allontanare le fonti di pericolo. Ciò diviene disfunzionale quando l’associazione tra sentimento, circostanza ed evitamento diventa rigida e univoca.

Quindi la patologia emerge quando questa associazione si solidifica, e rappresenta per la persona l’unica modalità con la quale far fronte a circostanze avverse o spaventose. L’ansia, perciò, prende corpo dalla paura e trae la sua forza dalla rigida associazione tra il nostro comportamento di risposta e il modo di pensare rispetto allo specifico stimolo. Nei casi più gravi si arriva agli attacchi di panico.

Come riconosco un attacco di panico

Si manifestano improvvisamente senza uno stimolo apparentemente adeguato.

Sono caratterizzati da:

  • terrore acuto, senso di minaccia o morte imminente
  • intensi disturbi fisici.
    L’attacco di panico dura pochi minuti in genere, ma successivamente, quasi sempre, compare l’agorafobia vale a dire la paura di allontanarsi da soli da una o più o meno ristretta “area di sicurezza”.

Quando l’ansia si manifesta in modo intenso solo in presenza di alcuni stimoli (oggetti, situazioni, persone, animali) si parla di fobie.

 

Bibliografia:

American Psychiatric Association (2014), DSM – 5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina.

Lingiardi V. (2004), La personalità e i suoi disturbi, il Saggiatore, Milano.

Kessler, Berglund, Demler, et al., (2005), Lifetime prevalence and age-of-onset distributions of DSM-IV disorders in the National Comorbidity Survey Replication, in Arch Gen Psychiatry, Jul, 62(7), 768.

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