Bullismo messo all’angolo. (Ma) Basta un esempio da seguire3 min di lettura

Sembrava scontato, ma finalmente la normativa che disciplina gli interventi di prevenzione e contrasto del bullismo è stata approvata. La firma del Consiglio Regionale del Lazio è arrivata il 2 marzo 2016, e  rappresenta un bel colpo che mette all’angolo questo “virus culturale” in forte espansione in tutta Italia.

Il bullismo oggi è un fenomeno in costante evoluzione e difficile da contrastare perché inserito nei tessuti delle nostre scuole e minaccia di infettare le giovani generazioni.

Per questo il Consiglio Regionale del Lazio stanzierà una cifra intorno ai 750 mila euro per il triennio 2016-2018 a favore di iniziative e campagne anti-bullismo, e provvederà all’insediamento di una Consulta regionale, chiamata a valutare e monitorare le iniziative adottate.

Il bullismo sta assumendo proporzioni sempre più disarmanti.

I numeri del bullismo

Stando ai dati pubblicati da il Sole 24 Ore (leggi articolo) l’Istat ha rilevato che « il 63% dei ragazzi adolescenti è stato testimone di atti aggressivi e vessatori e il 26% ha dichiarato di avervi assistito, addirittura, una o più volte al mese. In un’ indagine svolta nel 2014, il 50% dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado ha dichiarato di essere stato VITTIMA di aggressioni o offese verbali da parte di coetanei. Di questi, solo il 10% ha denunciato le azioni “tipiche” di bullismo. I dati ufficiali del ministero, poi, parlano di 18 tentati suicidi all’anno». A questi numeri vanno aggiunti centinaia di casi che restano avvolti nel silenzio.

Cosa si può fare

Fortunatamente non è ancora detta l’ultima parola perché esistono diverse realtà che hanno già cominciato a dare il buon esempio nella lotta anti-bullismo.

Uno su tutti è il progetto “MaBasta” dell’Istituto Galilei-Costa di Lecce. L’acronimo MABASTA!, sta per Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti, e l’idea nasce dall’iniziativa di un professore di informatica della classe 1A, Daniele Manni, che con coraggio ha parlato ai suoi alunni del caso di una bambina di 12 anni di Pordenone (leggi articolo) che aveva tentato il suicidio lanciandosi da un balcone di casa sua perché vessata da comportamenti di bullismo da parte di alcuni compagni.

I ragazzi della 1A allora hanno deciso di andare oltre la discussione di classe, creando una associazione di   giovani e giovanissimi decisi a contrastare e fermare il bullismo. Questa comunità ha già smosso l’attenzione di media e social network, e con la pagina Facebook e il sito svolgono un’importante anello di congiunzione tra le vittime e le risorse d’aiuto.

Anche il presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Nicola Piccinini, si è detto orgoglioso dell’emendamento a favore della lotta contro il bullismo: «Abbiamo creduto fin dal principio alla necessità di questa legge – aggiunge Piccinini –  e ne abbiamo supportato l’iter proponendo diversi emendamenti, ritenuti migliorativi: da quelli sulla formazione degli adulti coinvolti (insegnanti, genitori, operatori territoriali), alle azioni di sostegno psicologico e responsabilizzazione dell’intero gruppo classe negli istituti. Abbiamo riscontrato con soddisfazione una piena sintonia con la strategia di fondo del provvedimento: quella di puntare su di una azione sinergica, basata sulla promozione di azioni integrate tra scuole, famiglie e istituzioni» (leggi articolo).

La battaglia per fermare il bullismo è ancora lunga ma le premesse ora ci sono tutte, spetta a noi darci da fare.


Bibliografia

http://www.alleyoop.ilsole24ore.com/2016/10/20/ma-basta-la-voce-
dei-ragazzi-contro-il-bullismo/

http://www.mabasta.org/index.html

http://www.ordinepsicologilazio.it/ordine-psicologi-lazio/ufficio-stampa/
bullismo-piccinini-oplazio-bene-nuova-legge-regionale-necessario-sforzo-
integrato-di-scuola-famiglia-e-istituzioni/

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/01/18/news/pordenone_ragazzina
_di_12_anni_si_lancia_dal_balcone_e_grave-131512560/

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