Il disturbo narcisistico nel DSM5. Come riconoscerlo nella vita quotidiana4 min di lettura

Ciao Mente Libera 🙂

É facile puntare il dito contro gli stronzi e dire che siamo davanti ad un narcisista. Prima di etichettare qualcuno vediamo insieme come distinguere un narcisista patologico da uno non patologico.

Infatti, nel senso comune per narcisismo si intende: l’innamoramento verso se stessi e la propria immagine. In psicologia la personalità narcisistica è caratterizzata da grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia, e in alcuni momenti della vita, chi di noi non è stato un pò narcisista?

Nella giusta dose il narcisismo è costruttivo e tutti noi alimentiamo un tratto di personalità narcisistico durante la vita, ma quando diventa patologico?

Il narcisismo patologico, che si configura come uno specifico disturbo di personalità, rientra all’interno dell’organizzazione borderline di personalità, caratterizzata da un deficit nell’integrazione delle rappresentazioni positive e negative di Sé e degli altri.

A differenza del Disturbo Borderline di Personalità in cui il soggetto continua ad oscillare tra idealizzazione e svalutazione, il Disturbo narcisistico rimane ancorato alla parte idealizzata.

 

>> Prima di proseguire con la lettura, guarda il video e scopri 5 consigli pratici su:
Come tenere testa ad un narcisista.

 

 

A difesa del caos interiore, determinato dalla mancanza di integrazione delle diverse parti interne del Sè, si sviluppa un Sé grandioso patologico che include le rappresentazioni idealizzate e le fantasie grandiose sul Sé e sugli altri.

Dall’esterno le persone narcisistiche esaltano le loro grandi doti o i loro successi anche quando le circostanze non lo richiedono, e fanno un’enorme difficoltà a empatizzare con stati emotivi proprie e degli altri.

Per scarsa integrazione quindi si intende che le rappresentazioni negative di se stesso sono zona of limits per il narcisista, che quindi le proietta all’esterno.

Per un narciso, gli altri sono sempre e comunque inferiori, in debito con loro. Sono persone che non sopportano facilmente le emozioni contrastanti e colgono ogni occasione per evitare il contatto con aspetti di sé contrastanti o dolorosi, proprio perchè il processo di integrazione emotiva è compromesso.

Possono anche assumere comportamenti aggressivi e violenti per imporre la loro superiorità.

 

Il narcisista racconta spesso di aver avuto un passato burrascoso, costellato di fallimenti amorosi, relazioni nelle quali hanno investito tutto, ma che alla fine si sono concluse tragicamente sempre in breve tempo.
I sentimenti che gli restano dalle relazioni sono spesso spiacevoli perchè il narcisista si sente tradito e incompreso dal partner, che non lo capiva o accettava per quello che era.

Tutto ciò rende impossibile un coinvolgimento profondo nelle relazioni interpersonali poiché l’altro viene continuamente svalutato.

 

Non ho bisogno di nessuno. Ho tutto ciò di cui ho bisogno!

 

Questo è il “motto del narcisista”, che nega la dipendenza dagli altri e si rifugia nella sua immagine di onnipotenza. Il narcisista fatica nel prendersi le sue responsabilità, perciò ha difficoltà nell’integrazione di aspetti buoni e cattivi di se stesso, è incapace di integrare nella sua esperienza gli aspetti negati del Sè.

Se raggiungono una stabilità affettiva è perché trovano un’altra persona disposta a colludere con il loro processo narcisistico, ed a sopportare le continue svalutazioni e critiche che, per sua natura, il narcisista è abituato a proiettare su l’altro.

 

 

Cosa dice il DSM5

Superate le apparenze, dietro le quinte della maschera onnipotente si trova una personalità fragile, una dimensione in cui la persona si sente profondamente sola, e che allontana tutto e tutti per difendersi da una realtà pericolosa che in ogni momento potrebbe invalidare la rappresentazione idealizzata di sé.

 

dsm5

 

La sua condizione è paradossalmente drammatica, da un estremo infatti c’è il bisogno di avere l’ammirazione dell’altro che gli permette di mantenere intatta la propria immagine grandiosa di sè, dall’altra l’assoluta incapacità di reggere emotivamente la critica, che quindi non è concessa. Ecco perché appena possibile il narcisista fugge le relazioni che si fanno più intime.

Di seguito trovi altri indicatori utili per riconoscere il narcisista quando lo vedi.

Sono i criteri del DSM5 utilizzato dagli psicologi, psichiatri e psicoterapeuti, per fare diagnosi cliniche ma sono assolutamente espliciti e semplici da individuare nella normale quotidianità.

 

Criteri diagnostici

per il Disturbo Narcisistico di Personalità

Per imparare a distinguer con efficacia una personalità narcisistica dobbiamo avere un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

  1. ha un senso grandioso di importanza (per es., esagera risultati e talenti, siaspetta di essere notato come superiore senza una adeguata motivazione)
  2. è assorbito da fantasie di illimitati successo, potere, fascino, bellezza, e diamore ideale
  3. crede di essere “speciale” e unico, e di dover frequentare e poter esserecapito solo da altre persone (o istituzioni) speciali o di classe elevata
  4. richiede eccessiva ammirazione
  5. ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, cioè, la irragionevole aspettativadi trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprieaspettative
  6. sfruttamento interpersonale, cioè, si approfitta degli altri per i propri scopi
  7. manca di empatia: è incapace di riconoscere o di identificarsi con isentimenti e le necessità degli altri
  8. è spesso invidioso degli altri, o crede che gli altri lo invidino
  9. mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

 

Riferimenti

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta editione. DSM-5. Milano, Raffaello Cortina Editore.

 

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