È NORMALE AVERE PAURA DI…..?6 min di lettura

A volte ci si chiede se è normale essere spaventati da un certo insetto o dal sangue o dall’essere soli in spazi aperti. In realtà non è tanto ciò di cui si ha paura ma l’intensità, la persistenza e la funzione della paura a renderla una fobia.

LA PAURA

La paura è un’emozione normale e adattiva. Si può sperimentare timore verso qualcosa o qualcuno che è considerato dannoso per la propria sopravvivenza. È associata ad ansia, irrequietudine, incertezza. È fondamentale per la sopravvivenza poiché avvisa la persona che è necessario proteggersi e mettersi al sicuro, ad esempio, scappando o chiedendo aiuto se si è seguiti da uno sconosciuto di notte. Quando, invece, la paura non serve a prevenire pericoli e non ha un riscontro nella realtà è probabile che sia una fobia.

LA FOBIA SPECIFICA

Una fobia specifica è una paura persistente e intensa verso un oggetto o una situazione o un’attività specifica, sproporzionata rispetto al pericolo reale posto dall’oggetto o dalla situazione specifici. La persona che sperimenta una fobia tenta di evitare il contatto con tutto ciò che la avvicina o le ricorda ciò che teme e se non può lo sopporta con notevole disagio. Sopravvivenza. La persone che ne soffre è sopraffatta dal terrore di entrare in contatto con ciò che teme sperimentando a livello fisiologico tachicardia, vertigini, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza, sia in presenza dell’oggetto che al solo pensarlo.

Riassumendo le differenze tra una paura normale e una fobia specifica sono le seguenti:

PAURA FOBIA SPECIFICA
Adattiva: aiuta a proteggersi Disadattiva: crea disagio nello svolgimento della vita quotidiana
È legata ad un oggetto (o persona) pericoloso presente nella realtà Non ha riscontro nella realtà
Si sperimentano battito cardiaco, si suda, alcuni muscoli si contraggono Si sperimentano tachicardia, vertigini, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza
È circoscritta al momento presente È estesa e pervasiva (prima, dopo e durante il contatto con l’oggetto temuto)
La persona agisce nel momento presente La persona si attiva preventivamente per evitare l’oggetto temuto in qualsiasi modo

 

L’EVITAMENTO

Per poter parlare di fobia è necessario che la persona la sperimenti da almeno sei mesi e che la percepisca intensa, “grave”, invalidante. Se ci si è spaventati occasionalmente di fronte ad un ragno inaspettato trovato tra le lenzuola ma i ragni non diventano “nemici pericolosi da evitare” si può parlare di paura. Altre volte, invece, come accade per tutti i disturbi d’ansia, la paura diventa invalidante poiché la persona attiva una strategia di evitamento. Ciò significa che cerca qualsiasi modo per allontanarsi e non entrare in contatto con ciò che teme. Ad esempio, può evitare di prendere l’ascensore e fare anche 7 piani di scale a piedi, o evitare una certa strada che la porterebbe a passare su un ponte ma allunga di molti km, o non accetta un lavoro, anche ben remunerato, che la costringerebbe a viaggiare in aereo. L’evitamento è una strategia comune a tutti i disturbi d’ansia, per maggiori approfondimenti puoi leggere anche http://www.psicologiaunclic.it/attacchi-di-panico-ansia-cause-sintomi/

 

TIPI DI FOBIE

Esistono vari tipi di fobie.

  • Situazionale: si verifica quando la paura è attivata da una situazione specifica come ascensori, trasporti pubblici, ponti, volare, guidare
  • Animali: Insetti, cani, gatti, ragni (detta aracnofobia), uccelli o piccioni (ornitofobia), , , topi, serpenti, ecc
  • Ambiente naturale: temporali (brontofobia), delle altezze (acrofobia), del buio (scotofobia), dell’acqua (idrofobia)
  • Sangue- iniezioni- ferite: sangue (emofobia), iniezioni, aghi, ferite.
  • Altro: paura di soffocare, vomitare, pagliacci, maschere, rumori forti, ecc

 

QUANDO COMINCIA UNA FOBIA?

È possibile che alcune fobie si sviluppino a qualsiasi età, come quella di soffocare. Molto spesso le fobie specifiche (soprattutto quelle che hanno come oggetto l’ambiente naturale, gli animali, il sangue-iniezioni-ferite) nascono già durante l’infanzia. L’età media di insorgenza è tra i 7 e gli 11 anni. Il 5% dei bambini ne soffre, il 16% degli adolescenti tra 13 e 17 anni. Le fobie situazionali (ascensori, trasporti), invece, sorgono, di solito, durante l’età adulta. È possibile, inoltre, che una fobia si sviluppi anche in età avanzata. In particolare, fobie relative all’ambiente naturale, al cadere. La fobia si manifesta nei bambini soprattutto attraverso pianto, scoppi di collera, aggrappamenti o immobilizzazione. È, inoltre, fondamentale, coinvolgere i genitori e gli insegnanti per verificare l’esistenza di strategie di evitamento dello stimolo. Nella popolazione più anziana la fobia specifica si manifesta, di solito, in concomitanza di preoccupazioni per la propria salute fisica e può abbassare significativamente la qualità della vita della persona.

 

COME COMINCIA UNA FOBIA?

L’ipotesi più diffusa è che l’associazione tra l’oggetto (o la situazione) e il terrore sia legata ad un’esperienza di apprendimento errato involontario. La persona può

  • aver vissuto un evento che in quel momento è stato traumatico (essere attaccati da un animale, restare bloccati in ascensore)
  • osservare qualcuno che vive un evento traumatico (un altro che rischia di affogare al mare o di soffocare mentre mangia)
  • avere un attacco di panico inaspettato e cominciare a temere la situazione in cui si è verificato (metropolitana)
  • trasmissione di copiose quantità di informazioni (copertura mediatica prolungata per un disastro aereo)
  • osservando ripetutamente persone significative (come genitori, fratelli o insegnanti) che sono spaventate

Molto spesso, però, le persone non ricordano il momento dell’esordio della paura.

 

PERCHE’ SI SPERIMENTA UNA FOBIA?

In generale, una fobia è un difetto nell’elaborazione di un’informazione. In particolare, l’oggetto temuto (o la situazione) viene considerato più pericoloso di quanto sia in realtà. Inoltre, vengono sottostimate le proprie capacità di fronteggiare la minaccia percepita.

La persona percepisce un grande pericolo e una scarsa capacità di rispondere in maniera rigida, concreta e inflessibile, spesso anche se si parla solo dell’oggetto temuto.

 

COSA SI PUO’ FARE?

Ci sono molte persone che convivono per anni con le proprie fobie, sviluppando strategie di evitamento che diventano sempre più automatiche, tanto quasi da dimenticare che lo siano, ad esempio, smettere di prendere la metropolitana, fare solo alcune strade in auto, non andare a casa di un amico che ha un particolare animale domestico.

Allontanandosi dallo stimolo si può evitare di percepire il terrore, quasi dimenticandolo. Il prezzo che si paga è una drastica riduzione delle alternative possibili. Il rischio è di dover mettere degli argini sempre più alti e restringere le proprie scelte.

Se la persona, invece, riconosce che la sua paura è eccessiva può contattare un professionista che la può aiutare a lavorare sulla regolazione emotiva e sugli schemi maladattivi che attiva e migliorare notevolmente la sua qualità della vita aumentando le scelte possibili. Il trattamento della fobia specifica non necessita di un lavoro lungo sul proprio passato ma può essere affrontata con una terapia breve centrata sul presente.

 
 Riferimenti

American Psychiatric Association, DSM – 5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, 2014, Milano

Beck, Emery, Greenberg, L’ansia e le fobie. Una prospettiva cognitiva, Casa Editrice Astrolabio, 1985, Roma

Wells, Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia, Ed. McGraw-Hill, 1999

http://web.i2000net.it/mscorpintipsicologo/articoli/articolo_fobie.htm

 

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