Genitori ansiosi generano figli ansiosi? Cosa dicono gli studi3 min di lettura

Diversi studi nel campo della psicologia evolutiva hanno dimostrato la diretta influenza dei comportamenti genitoriali sulla condotta dei propri figli. Da questo non si scappa!

Dammi un bambino e ti dirò chi sono i genitori!

Lo stesso John Bowlby già negli anni ’50, sosteneva che la relazione tra la madre e figlio, fosse alla base di uno sviluppo sano della personalità. Al contrario, una carenza prolungata di cure materne o l’assenza di un legame affettivo intimo e costante, può essere causa di scompensi gravi e può pregiudicare lo sviluppo successivo dell’individuo, come attestano numerose ricerche e storie di ragazzi e adolescenti disadattati.

Perciò, la relazione con i genitori è fondamentale per la direzione che prenderà lo sviluppo psicoaffettivo del figlio/a. Ad esempio, un genitore che si relaziona in maniera aggressiva in casa, passerà un messaggio genitoriale che la violenza e l’aggressività sono ben accette e utili al raggiungimento dei propri bisogni, legittimando così la riproduzione di tale comportamento da parte del figlio anche in altri contesti. Oppure, la stessa modalità aggressiva, potrebbe innescare nel bambino/a un sistema di risposta iper-allarmato, scatenando stati d’ansia e paura nelle relazioni future con gli altri.

Genitori ansiosi generano figli ansiosi?

Senza girarci troppo intorno la risposta è, molto probabilmente, si! Nel caso dell’ansia, uno studio del Johns Hopkins Children’s Center «ha esaminato 66 diadi genitore-bambino, nelle quali i genitori avevano ricevuto una diagnosi relativa all’ansia (disturbo da ansia sociale, ansia generalizzata o da attacchi di panico), e ha riscontrato nei genitori (in particolare, in quelli che soffrono di fobia sociale) diversi comportamenti responsabili del manifestarsi dell’ansia nei loro bambini. In particolare è stata constatata da parte dei genitori ansiosi sociali una carenza di gesti affettuosi, la tendenza a ipercriticare i bambini e la sfiducia nelle loro capacità di farcela».

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Infatti, un genitore non si occupa solo della sopravvivenza della sua specie, accudendo il proprio “cucciolo” dalle insidie ambientali, bensì, ricopre un ruolo molto più ampio: funge da modello imitativo. Cioè, il bambino, fin da piccolo impara ed apprende le modalità e le strategie di fronteggiamento ai problemi, osservando ciò che fanno mamma e papà. Perciò, un genitore con diagnosi di ansia patologica fungerà da modello ansiogeno in quanto a comportamento, atteggiamento verso il mondo e gestione dei problemi.

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Il danno procurato ai figli molto spesso è involontario (ricordiamo che i genitori stessi, prima di essere genitori, sono stati figli e perciò anche loro hanno appreso precedentemente modalità di sopravvivenza disfunzionali dai loro modelli di riferimento). Infatti, le mamme e i papà che soffrono di disturbo d’ansia, attuano inconsapevolmente comportamenti genitoriali che trasmettono al bambino insicurezza e sfiducia nelle proprie competenze, innescando risposte insicure e ansiose.

Quali ricadute sui figli

I figli di genitori ansiosi rischiano di crescere assillati da timori e paure. In certa misura, l’ansia fornisce un vantaggio evolutivo, perché aiuta un individuo a riconoscere ed evitare il pericolo, ma quando i circuiti dell’ansia sono iperattivati, diventa un problema e può provocare disfunzioni nello sviluppo psicoaffettivo dei nostri figli.

Ma il loro destino non è segnato: è possibile infatti fare qualcosa affinché non diventino anche loro adulti ansiosi. In un’ottica di prevenzione del danno, diventa fondamentale che il genitore prenda piena coscienza delle proprie difficoltà e che impari a gestirle il prima possibile (meglio ancora se prima di diventare genitore), per amore a sé e della famiglia che verrà.

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Bibliografia

Caprara V, et al., Psicologia della personalità. Storia, indirizzi teorici, e temi di ricerca, il Mulino, Bologna, 1999.

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/
2678-genitori-ansiosi-fanno-figli.html?refresh_ce

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