I 10 luoghi comuni più diffusi sullo psicologo7 min di lettura

Ciao Mente Libera 🙂
Lo sapevi che spesso costruiamo gran parte delle nostre idee su noi stessi e sugli altri basandoci solo su dei veri e propri pregiudizi?

I pregiudizi rappresentano un giudizio immotivato, generalmente negativo, che formuliamo su qualcuno o qualcosa, pur non avendo a disposizione sufficienti informazioni per giustificarlo.

La nostra società è piena di pregiudizi e il loro insieme, se alimentato nel tempo, porta alla formazione di stereotipi o detti anche “luoghi comuni”, che screditano oppure alimentano lo stigma sociale verso ciò a cui sono rivolti.

Vedi Matteo, purtroppo ancora oggi, dire che vai dallo psicologo non è come dire che vai dal dentista.
Le persone ti guardano diversamente, si immaginano che da un momento all’altro potresti metterti ad urlare oppure dare il 5 all’amico drago immaginario.

 

Prima di proseguire, guarda il video, lasciati ispirare e poi torna a leggere:

 

Esistono molti e colorati luoghi comuni sulla professione  dello psicologo. Ho deciso di affrontare i 10 luoghi comuni più diffusi su chi ha scelto questa professione e, di conseguenza, coloro che decidono di chiedere aiuto quando si trovano nel bisogno.


ECCO I 10 PREGIUDIZI PIÚ DIFFUSI SULLO PSICOLOGO 

 

1. Lo psicologo cura i matti, perciò se vai dallo psicologo sei matto

Caro amico, qui è necessario fare una distinzione precisa. Lo psicologo, nella maggioranza dei casi, si occupa di persone che si trovano in momenti di difficoltà, mentre il medico psichiatra generalmente si occupa delle patologie gravi ed estremamente invalidanti (psicosi, schizofrenia).

 

mente-sana_corriere-della-psicologia

Scegliere di intraprendere un percorso psicologico dunque non equivale ad andare dallo strizza cervelli, ma un modo di prendersi cura di se e del proprio benessere.

Perciò, volersi bene e cercare di stare meglio, non deve e non può essere considerata “pazzia”.

 

 

 2. Non ho bisogno dello psicologo, mi basta una pillola

Prima di “impasticcarti” sappi che gli psicofarmaci sono un elemento molto delicato in una terapia psicologica e per questo vanno maneggiati con estrema competenza.

 

psicofarmaci_corriere-della-psicologia

In alcune patologie gravi, come una forte depressione o ansia eccessiva, sono indispensabili per riacquistare un certo equilibrio, ma non rappresentano la sola strada verso la cura (per saperne di più clicca qui). Pertanto non consiglio a nessuno il “fai da te” in questo senso, ma di rivolgersi ad un medico psichiatra o neurologo (non solo dal medico di base!) e può essere molto utile parlare parallelamente con uno psicologo per comprendere le radici del proprio malessere.

Ai fini del benessere dei pazienti, lo psichiatra e lo psicologo collaborano con competenze diverse.

 

 

3. Come può aiutarmi se non ha vissuto le mie stesse difficoltà?

Quest’idea si basa sul pregiudizio che per essere accanto a qualcuno e aiutarlo a comprendere e a risolvere la sua situazione, sia necessario averla vissuta.

Gli psicologi hanno una sensibilità più accentuata rispetto a certe dinamiche e il loro significato, che li rendono capaci di comprendere in profondità la sofferenza e il disagio dei propri pazienti.

Il nostro interesse non è giudicare ma aiutare nel miglior modo possibile.


4. Lo psicologo è perfetto. Non deve avere problemi, altrimenti come può aiutare gli altri?

Questo è uno dei pregiudizi più bizzarri, infatti, secondo voi esistono persone perfette? Decisamente no. Anche lo psicologo, in quanto essere umano, è imperfetto e limitato. Non è una divinità, né un mago o un santo.

In quanto parte della specie umana è assolutamente normale e preventivabile che uno psicologo abbia dei problemi. Di fondamentale importanza però è che in terapia, egli sia consapevole dei suoi problemi e sappia tenerli sotto controllo, in modo da comprendere quando essi cominciano a interferire con l’efficacia del lavoro svolto con il paziente.

 

psicologo_corriere della psicologia

La maggior parte degli psicoterapeuti si sottopone a una psicoterapia personale per conoscere meglio se stesso e i propri limiti.

Crediamo nel cambiamento perché siamo i primi ad aver attuato un percorso interiore di miglioramento.


5. Lo psicologo mi legge nella mente e mi farà il lavaggio del cervello

Lo psicologo non è un chiaroveggente o un mago e quindi non ha poteri soprannaturali per leggere nella mente del paziente. Tutto quello che il terapeuta può comprendere è quello che il paziente decide di mostrare di sé, con il linguaggio verbale o non verbale.

 

merlino

 

Lo scopo ultimo di un terapeuta non è di curiosare nella vita del paziente, ma di aiutarlo a comprendere se stesso nella sua vita. Inoltre, lo psicologo non ha l’intento di manipolare né di sottomettere la volontà dei suoi pazienti: il paziente non viene obbligato a fare niente che non voglia realmente affrontare.

Lo psicologo aiuta il paziente a dare una nuova lettura ai propri eventi di vita e fornisce strumenti per agire in cambiamento.


6. Voglio farcela da solo: non sono mica un debole!

Ecco un altro dei pregiudizi più quotati dalle persone: devo farcela da solo, altrimenti sono un debole, un mezzo uomo. Se osserviamo la distribuzione statistica degli accessi alla psicologia in Italia, è evidente che le donne si avvicinano più facilmente alla richiesta di sostegno/aiuto psicologico rispetto agli uomini.

Da un punto di vista sociale e culturale la richiesta d’aiuto di una donna è più accettabile rispetto a quella di un uomo.

Però, la progressiva acquisizione di consapevolezza di sé e delle proprie capacità, guidati appunto da un esperto, porta al cambiamento e ad una nuova qualità della vita. In tutti, uomini e donne.


7. Perché devo pagare uno psicologo? Mi basta parlare con un amico

La presenza di persone care, di cui ci fidiamo e che ci comprendono, è di estremo conforto per ognuno di noi. Avere una cerchia salda di confidenti è sano e necessario per un sereno vivere. Parlare con un amico, infatti, può alleggerire dubbi o aiutare a placare il malessere di alcuni momenti, ma difficilmente potrà aiutarci se ci sono problemi più profondi.

 

amico-immaginario-640x320

L’aiuto che può fornire uno psicologo è diverso da quello di un amico: non ci darà consigli, ma ci aiuterà a comprendere le radici dei nostri problemi e a trovare alternative più sane e più consone ai nostri bisogni attuali.

Lo psicologo è una persona e un professionista sinceramente interessato alla persona che si trova davanti che richiede il suo aiuto.

 

8. I miei problemi sono troppo grandi. Cambiare è impossibile.

Se hai questo pregiudizio, voglio darti una bella notizia: quella che hai appena letto è una CAVOLATA!

Il cambiamento è inevitabile.

Quello in cui spesso ci incastriamo è la direzione verso la quale lo canalizziamo.

 

cambiamento

 

In terapia ci si accorda su obiettivi semplici e chiari, che riguardano specifiche problematiche che impediscono di vivere pienamente la vita, come attacchi di panico, disturbi alimentari, stati depressivi o conflitti relazionali privati o lavorativi.


9. Lo psicologo mi costa troppo

Una delle resistenze maggiori, specialmente in questi tempi di crisi economica, è riassunta bene da questo nono punto. La spesa per andare dallo psicologo viene vista come una spesa inutile. Anzitutto, c’è da dire che lo psicologo, essendo libero professionista, ha un margine di libertà per ciò che riguarda il suo compenso che può adattare a seconda delle possibilità del cliente.

 

soldi_corriere-della-psicologia

Inoltre, è proprio da questo nono punto che nascono alcuni dei pregiudizi che hai letto. Il modo in cui spendiamo i nostri soldi parla di ciò che riteniamo essere di valore. Quanto valore dai al tuo serenità? Quanto migliora la qualità della vita quando ti senti più sereno?

Forse vale la pena investire su di te.


10. Aiuto, adesso vengo psicanalizzato!

Questa sub-credenza rimanda al già citato concetto di etichetta e evoca l’infausto incontro, specie in situazioni pubbliche, con uno psicologo. Non appena lo si viene a sapere si viene travolti da un turbine di tensione che irrigidisce e terrorizza, al pensiero che egli vi stia analizzando e giudicando alla ricerca di problemi patologici e colpe.

 

milton-erickson-studio

Personalmente, in primo luogo mi verrebbe da dirti: “Amico/a rilassati! Ti sto solo ascoltando”. In secondo luogo, preoccupatevi più del giudizio delle persone a voi vicine, solitamente sono i più “cattivi” e non esplicitati verbalmente di quanto lo sia quel povero psicologo con cui avete parlato.

Amico rilassati! Ti sto solo ascoltando.

Per concludere, vorrei citare Albert Einstein, per sottolineare che un pensiero diventa pregiudizio solo quando resta irreversibile anche alla luce di nuove conoscenze.

“E’ più facile rompere un atomo che un pregiudizio”

Alla luce di ciò che ho provato ad esprimere, la pensi ancora così sugli psicologi?! 😉

Leave your thought