I segreti della coppia. 3 consigli per custodire la relazione5 min di lettura

Numerosi studi hanno appurato che la comunicazione è un tassello fondamentale della relazione di coppia. Comunicare equivale trasmettere il proprio sé all’altro. Ogni giorno comunichiamo e non è detto che riusciamo a farlo in modo autentico. Spesso non pensiamo, infatti, che la comunicazione possa essere appresa.

L’uomo è un essere relazionale e, in quanto tale, fin dalla nascita è propenso a sviluppare legami emotivi con figure significative.

 

LE BASI DELLA RELAZIONE SI APPRENDONO

Il luogo elettivo in cui si impara a stare in relazione è la famiglia. Un neonato non è in grado di sopravvivere da solo nel mondo e cercherà, a tutti i costi, di restare fisicamente ed emotivamente vicino ad un’altra persona che considera capace di affrontare le difficoltà del mondo in modo adeguato. Di solito la madre è la persona con cui si entra maggiormente in relazione, con cui si comincia ad esprimere i bisogni e le emozioni più profonde e che garantisce un senso di protezione e sicurezza. Un esempio è un bambino che cade e si calma, smettendo di piangere, solo quando la mamma arriva e lo prende in braccio. A seconda poi delle esigenze del singolo bambino, della sensibilità della madre a coglierne bisogni, della sua disponibilità e responsività ad occuparsene si instaurerà un certo tipo di relazione. Il bambino, ad esempio, imparerà ad esprimere maggiormente i bisogni di cui la madre si prende cura volentieri, ad attirare l’attenzione in un modo sempre più funzionale, ad esempio se quando il bambino urla (o quando sta in disparte) la madre arriva subito il bambino ripeterà quel comportamento. E si instaureranno dei veri e propri schemi di interazione.

 

LE RELAZIONI AFFETTIVE DA ADULTI

Nella vita adulta è molto probabile che la persona imposterà la relazione sentimentale con il partner proprio utilizzando quegli schemi di interazione che ormai conosce bene e che gli hanno assicurato sicurezza e amore durante la sua vita.

All’inizio di una relazione, infatti, i partner vivono una fase che è definita “luna di miele”, ovvero provano una gioia unica e incomparabile nello stare insieme, desiderano vicinanza reciproca e svolgere più attività possibile insieme. Tutto sembra perfetto, i punti in comune sono molto evidenti mentre le differenze restano sullo sfondo. Questa fase di solito dura 6-9 mesi.

Man mano che la coppia diventa più stabile emergono problemi, discussioni, differenze, conflitti di potere, desiderio di autonomia.

Alcune coppie non riescono insieme ad affrontare queste difficoltà e i partner decidono di lasciarsi. Altre coppie, invece, riescono ad attraversare insieme gli ostacoli, a trovare nuovi modi di stare insieme, di comunicare rispetto alle sopraggiunte esigenze e, infine, a raggiungere un senso di stabilità sia personale che di coppia.

In ogni caso, ciò che tutti si chiedono subito dopo la luna di miele è cos’è cambiato?

Nonostante persistano sia il desiderio di stare insieme che l’amore verso l’altro.. l’esperienza comune è diversa. Nella mia pratica clinica, spesso, uno dei partner ha la sensazione che il tempo trascorso insieme sia troppo e l’altro troppo poco, uno ha la sensazione di interessarsi maggiormente all’altro mentre l’altro non coglie questo disagio.

 

COME AFFRONTARE LO SQUILIBRIO NELLA PERCEZIONE DELLA RELAZIONE

La coppia sta vivendo un cambiamento. C’è la possibilità di fare un vero e proprio salto di qualità nella relazione. È il momento opportuno per conoscere nuovi aspetti dell’altro che stanno apparendo, scoprire se si è in grado di affrontare insieme le difficoltà e ciò che fa la differenza in questa fase è la capacità di COMUNICARE.

Come abbiamo già visto ogni partner mette in gioco, nella coppia, lo schema di interazione che ha appreso nelle situazioni della sua vita. Ognuno ha imparato a dare e ottenere amore attraverso strategie precise. Ad esempio, qualcuno ha appreso che se si mostrerà triste arriverà un altro che si prenderà cura di lui. Qualcun altro può aver imparato che se durante un litigio urlerà l’altro gli darà ragione. Nel corso della propria vita ognuno ha selezionato quei comportamenti che gli hanno permesso di ottenere dal partner dei modi di agire complementari e loro identificano e definiscono questi scambi relazionali come scambi d’amore. Ciò significa che ogni partner impara a comunicare amore in questo modo.

Molto spesso però i membri della coppia non danno lo stesso valore o significato a questi comportamenti. Il pericolo per la coppia è che entrambi diano per scontato che il modo in cui il partner legge la realtà e agisce sia uguale al proprio e si rischia di fare delle inferenze equivoche soprattutto nei momenti conflittuali.

Il metodo per vivere al meglio questa nuova fase della relazione è potenziare la comunicazione.

 

COME MIGLIORARE LA COMUNICAZIONE

Ecco 3 consigli pratici da ricordare nei momenti di squilibrio, di fronte ad un disagio di coppia come un comportamento poco chiaro o ambiguo dell’altro oppure quando si vorrebbe affrontare un’esigenza personale insieme al partner ma questa cosa non viene colta subito dall’altro:

  1. VERIFICARE in modo esplicito l’ipotesi fatta rispetto al comportamento del partner insieme al diretto interessato.
  2. PARLARE DEL PROPRIO BISOGNO (“Io sento/ho bisogno di..”) e non di ciò che viene considerato l’errore dell’altro (“Tu hai fatto/detto….”).
  3. ASCOLTARE RISPETTANDO IL TURNO DI PAROLA: un discorso o una lite sono costruttivi se entrambe le persone che parlano hanno il tempo di rispondere, di esprimersi e si sentono accolte in ciò che dicono.

Se nonostante questi accorgimenti dovessero persistere difficoltà di coppia che non riuscite ad affrontare da soli non esitate a richiedere una consulenza di coppia.

 

Riferimenti

Castellano, Velotti, Zavattivi, Cosa ci fa restare insieme?, Il Mulino, 2010

Franta, Salonia, Comunicazione interpersonale. Teoria e pratica, Las-Roma, 199

Bowlby, Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Raffaello Cortina Editore, 1989

 

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