Impara a riconoscere l’ADHD. Difficoltà di attenzione e comportamento4 min di lettura

Nel Disturbo di Iperattività e Disattenzione (ADHD) ci sono problematiche presenti normalmente in tutti i bambini e ragazzi, solo che in questo caso la loro manifestazione è eccessiva.

Talvolta tali comportamenti possono manifestarsi con un’intensità e una frequenza tali da compromettere seriamente il funzionamento globale del bambino al suo ambiente e nei diversi contesti, per cui è necessario l’intervento dell’adulto di riferimento (insegnanti, genitori..). Tali segni comportamentali possono quindi concretizzarsi in difficoltà di attenzione e di iperattività, oppure sfociare in un vero e proprio disturbo dello sviluppo, che può essere diagnosticato dopo una attenta valutazione clinica.

Ma procediamo con ordine.

Che cosa è l’ADHD

L’ADHD è un disturbo dell’autoregolazione cognitiva e comportamentale caratterizzato da un insieme di problemi – che variano a seconda dell’età – nel controllare l’attenzione l’impulsività e il livello di attività motoria.
Per poter parlare di un vero e proprio disturbo strutturato, queste problematiche devono essere:

  1. pervasive, cioè essere presenti nei principali contesti di vita del bambino;
  2. stabili nel tempo;
  3. in grado di compromettere l’adattamento quotidiano del bambino.

L’ADHD è un disturbo dello sviluppo, recentemente inserito dal DSM5, nei Disturbi neuroevolutivi, ed è spesso associato a insuccesso scolastico, a difficoltà di relazioni sociali, a comportamenti oppositori (talora aggressivi), oppure ad altre problematiche psicologiche delicate, come umore triste (talora depresso), a un’immagine negativa di sé, all’assenza di fiducia nelle proprie capacità.

Numerosi sono i sintomi, che possono essere distinti in tre dimensioni, spesso tra loro collegate e che comprano un ritardo nell’apprendimento e a una compromessa capacità di adattamento:

  • dimensione attentiva;
  • dimensione impulsiva;
  • dimensione iperattiva.

L’incapaità di attendere prima di agire o la difficoltà a sfruttare in pieno le diverse funzioni attentive, fanno dell’alunno ADHD una sfida quotidiana per i suoi insegnanti. Oltre a ciò, causa tensione nella classe e rende insopportabile la qualità di vita familiare per la presenza di frequenti conflitti, ma anche semplicemente nella gestione degli impegni quotidiani.

In breve, le difficoltà sono così pervasive da compromettere la vita del bambino a casa, a scuola, durante le attività sportive e ricreative con gli altri.

Se prevalgono le problematiche relative alla disattenzione, si riscontrano problemi di apprendimenti scolastico, mentre se predominano l’iperattività/impulsività sono prevalenti le difficoltà di adattamento sociale.

 

L’incidenza dell’ADHD

La prevalenza del Disturbo si colloca intorno al 2% circa della popolazione prescolare., mentre in età scolare oscilla tra il 3% e il 5%. In sostanza, potremmo attenderci mediamente un allievo con ADHD per classe.

 

Manifestazioni cliniche del disturbo

Conoscere le manifestazioni cliniche di questo disturbo  è estremamente importante, perchè aiuta a individuare le espressioni dei comportamenti che superano la soglia della “normalità”.

Rimandando al DSM5 per il dettaglio dei criteri diagnostici, qui riporto un’elenco dei comportamenti problematici ricorrenti e prototipici del disturbo.

 

ES DI DISATTENZIONEES DI IPERATTIVITÀES DI IMPULSIVITÀ

difficoltà a mantenere l’attenzione perchè distratti facilmente da stimoli esterni

difficoltà nell’ascoltare, avere la testa “tra le nuvole” anche in assenza di distrazioni evidenti

difficoltà di prestare attenzione ai dettagli

compie diversi errori di distrazione nei compiti e in attività dove è richiesta attenzione ai dettagli

difficoltà nel restare concentrati a lungo durante la lezione, la lettura o nelle interazioni verbali

difficoltà nel seguire del tutto le istruzioni e le consegne, ad esempio passando da un gioco ad un altro senza concluderne uno

difficoltà a impegnarsi in compiti che richiedono un’applicazione prolungata nel tempo (sforzo mentale sostenuto)

difficoltà ad organizzare i compiti altre attività

smarrire i materiali necessari per i compiti o altre attività (libri, materiale da disegno, occhiali, cellulare etc.)

trascuratezza e non curanza delle attività quotidiane e scolastiche, difficoltà nel ricordare commissioni da fare o nel rispettare gli appuntamenti

– difficoltà a restare seduti in situazioni in cui necessario, e a stare fermi, agitandosi sulla sedia, muovendo mani e piedi, giocando con piccoli oggetti sul banco

– correre e arrampicarsi in contesti in cui non è appropriato

– difficoltà a giocare in modo tranquillo

– irrequietezza motoria

– parlare eccessivamente

– difficoltà ad attendere il proprio turno

– difficoltà a rispettare il proprio turno nelle conversazioni, “sparare” le risposte a caso, prima che venga completata la domanda, completare le frasi altrui

– comportarsi in modo invadente, interrompere, intervenire in modo non adeguato e intromettersi in conversazioni, giochi o altre attività, usare oggetti altrui senza permesso

 

Riferimenti

Fedeli, D., Vio, C., (2015), ADHD iperattività e disattenzione a scuola, Firenze, Giunti.

Lavigne, J.V., et al. (1998), Psychiatric disorder with onset in preschool years: I. Stability of diagnoses, Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatriy 37(12), 1246-1254.

Lavigne, J.V., et al. (2009), The prevalence of ADHD, ODD, depression, and anxiety in a community sample of 4-year-olds, Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatriy 38(3), 315-328.

 

 

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