LA DIREZIONE DEL CAMBIAMENTO. UN ESERCIZIO.5 min di lettura

Molto spesso nel pensare al proprio cambiamento si trascorre molto tempo a parlare o a pensare ai propri problemi. In realtà, questi discorsi portano a pochi vantaggi, forse nessuno, perché spesso si conclude la conversazione più demotivati di come la si è iniziata. Sembra più utile riflettere sull’essere costantemente impegnati a prendere decisioni che appaiono più o meno importanti come ad esempio: quale strada sarà meno trafficata per arrivare a lavoro? O cosa mangerò per cena? Dove andrò sabato per rilassarmi e divertirmi? Accetterò questo lavoro?

A volte si evita di decidere per paura scegliere in modo errato o si rimugina sulla stessa decisione perché pur avendola presa resta qualcosa in sospeso.

Di solito sono 3 i motivi che spingono una persona a cambiare:

  • Ha sofferto abbastanza e da tempo ripete le stesse azioni per cui soffre
  • Ennui: si trascina tra la noia e la disperazione fino a che in un ultimo slancio decide di cambiare
  • Scopre che è possibile cambiare!!

Il cambiamento è possibile nella misura in cui è chiaro che OGNUNO HA IL POTERE DI CAMBIARE SOLO SE STESSO. È importante approfondire sia il perché che il come.

L’analisi transazionale, l’approccio a cui faccio riferimento, è una teoria della personalità e un approccio psicoterapeutico che mira alla crescita e al cambiamento della persona. Il cambiamento è, quindi, oggetto di studio e di pratica clinica in maniera costante. Quest’approccio si fonda su alcuni assunti filosofici di base sulla natura umana che sono molto semplici:

  • Ognuno è ok
  • Ognuno ha la capacità di pensare
  • Ognuno decide per il proprio destino e queste decisioni possono essere cambiate

 OGNUNO E’ OK

Tutti sanno cosa significhi ok nel linguaggio comune. Significa va bene, sono d’accordo. In questo caso il senso è un po’ più profondo. Ognuno è ok significa che ogni persona è dotata di valore e dignità in quanto persona. Ognuno è degno di amore e attenzione. Questa affermazione fa riferimento all’essenza dell’essere umano (donna, uomo, bambino/a, anziana/o) piuttosto che al comportamento. Ciò significa che si può biasimare o non accettare il comportamento proprio o di qualcun altro, ovvero ciò che si fa, ma non ciò che si è. Ad esempio, un figlio può rispondere in modo maleducato in una situazione, o un partner non essere attento ad un aspetto della vita dell’altro partner, o un amico dimenticare di avvisare di un’uscita. Questi comportamenti possono essere discussi senza mettere in discussione la dignità dell’altro o di sé, ovvero il fatto che ognuno sia Ok. Chiedere ‘Come mai ieri non mi hai chiamato?’ è diverso dal dire (o dal pensare) ‘Sei un egoista!’. La prima domanda si concentra sul comportamento, mentre la seconda sull’essenza della persona. Ognuno può compiere azioni di cui poi si pente o che successivamente riconosce come sbagliate e, in quanto esseri umani, siamo tutti sullo stesso livello. Ogni essere umano è ok, anche se il comportamento può non esserlo. Ne consegue che, nessuno è superiore all’altro, anche se i risultati possono essere diversi. Quindi, come esseri umani, sono sullo stesso livello capo e dipendente, bambino e adulto, donna e uomo, italiano e americano, siriano e giapponese, ebreo e cristiano. Le persone possono non essere d’accordo su idee, pensieri, comportamenti ma lo scambio tra Adulti può essere reciprocamente positivo.

 

OGNUNO HA LA CAPACITA’ DI PENSARE

Escludendo chi ha subito danni cerebrali, ogni persona ha la capacità di pensare, di valutare le situazioni in cui si trova e la responsabilità di decidere cosa vuole nella vita. Ciò significa che può essere molto utile confrontarsi con le persone di cui ci si fida prima di prendere delle decisioni ma poi è importante riflettere con le proprie competenze e capacità. Anche quando si sceglie di seguire il consiglio di qualcun altro le conseguenze che ne derivano ci saranno ugualmente, quindi è importante avere la consapevolezza che la decisione è stata presa dalla singola persona, non da chi ha dato il consiglio.

 

OGNUNO DECIDE PER IL PROPRIO DESTINO E QUESTE DECISIONI POSSONO ESSERE CAMBIATE

Tutti sanno di essere influenzati dalla società, dalla cultura, dall’ambiente in cui viviamo, i familiari, il partner, i genitori, i figli, gli insegnanti, gli allenatori, gli amici, i colleghi, il capo. Contemporaneamente è vero che si può scegliere come comportarsi di fronte alle loro pressioni, ad esempio, adeguandosi, ribellandosi, ignorandoli, accogliendo ciò che piace e lasciando andare ciò che contrasta con il proprio sistema di valori e credenze. Nessuno puo’ costringerti a comportarti in un determinato modo. OGNUNO E’ RESPONSABILE DELLE PROPRIE EMOZIONI E DEI PROPRI COMPORTAMENTI. Inoltre, ogni decisione può essere cambiata. Sia rispetto a ciò che si desidera fare, come andare in vacanza al mare piuttosto che in montagna, sia rispetto al come porsi nel mondo. Alcune di queste decisioni possono essere: non mi sposerò mai, finché non guadagnerò abbastanza non mi divertirò, non uscirò mai con un collega, non mostrerò a nessuno le mie vere emozioni. Tutte queste decisioni, e altre ancora, possono essere cambiate.

 

COME CAMBIARE?

Innanzitutto diventandone consapevoli ma, soprattutto, prendendo la DECISIONE ATTIVA E OPERATIVA di cambiare questo schema in cui si è intrappolati per restare fedeli ad una decisione che, probabilmente, nel momento in cui è stata presa era la più funzionale e protettiva possibile ma che, attualmente, risulta restrittiva. Quindi non basta dirlo ma c’è bisogno di un programma di cambiamento e di assumersi la responsabilità di cambiare ciò che riguarda sé. Una decisione Adulta è una decisione in cui ha luogo l’azione, risiede la speranza ed è possibile la trasformazione.

Questo tipo di cambiamento consente di:

  • mutare invece che adattarsi
  • trasformarsi invece che uniformarsi
  • sapere di essere responsabili di ciò che accade nel futuro indipendentemente da ciò che è accaduto nel passato
  • cambiare, raggiungere l’autonomia, l’autocontrollo
  • scoprire che la libertà di scelta è una realtà

 

UN ESERCIZIO

Ti invito a fermarti qualche minuto, pensare e scrivere qual è la decisione che vuoi cambiare e poi chiederti se stai rispettando la tua capacità di pensare e di decidere, se stai rispettando la libertà di pensare e decidere dell’altro. Se in qualche modo ti accorgi che stai svalutando te o l’altro ti invito a modificare qualcosa e ricominciare. Quando la tua decisione è rispettosa di te e dell’altro significa che parlerà di un cambiamento possibile, realistico e onesto. A questo punto immagina quale può essere il primo passo che puoi fare per rendere concreta questa decisione.

 

Riferimenti

Stewart, Joines, L’analisi Transazionale, Garzanti, Milano, 1987

Harris, Io sono ok tu sei ok, BUR Rizzoli, Milano, 1974

Leave your thought