Nascono nuovi neuroni da un farmaco antidepressivo: la fluoxetina3 min di lettura

I neuroscienzati del Riken Institute di Kobe, in Giappone, hanno dimostrato che è possibile ottenere nuovi neuroni nell’ippocampo (regione del cervello legata alla memoria e i ricordi) in seguito alla somministrazione di farmaci antidepressivi che contengono fluoxetina, come ad esempio, il Prozac.

LA RICERCA

Lo studio è stato pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’, la prestigiosa rivista della Society for Neuroscience. Il gruppo di ricerca ha visualizzato la nascita di nuovi neuroni utilizzando una tecnica non invasiva, la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni). Hanno utilizzato uno speciale tracciante radioattivo che si concentra all’interno dei neuroni in via di formazione e un farmaco che previene l’espulsione del tracciante dal circolo sanguigno cerebrale. Gli scienziati hanno somministrato il trattamento con la fluoxetina ad uno solo dei due gruppi di ratti da laboratorio con valori fisiologici relativi alla depressione elevati. Esclusivamente in quel gruppo hanno osservato “processi di neurogenesi indotti dalla fluoxetina a livello dell’ippocampo”, come dichiara Yasuhisa Tamura, il primo autore dello studio.

Questo conferma che la somministrazione di fluoxetina produce la nascita di nuovi neuroni.

In uno studio precedente, effettuato dall’Institute for Comprehensive Medical Science della Fujita Health University di Aichi, in Giappone, e pubblicato su Neuropsychopharmacology, era stata già dimostrata l’esistenza sulla superficie della corteccia adulta di cellule progenitrici delle cellule neurali.

 

CONSEGUENZE DELLA RICERCA

1)      La tecnica utilizzata è applicabile anche agli esseri umani. Può essere, dunque, possibile continuare la ricerca nella direzione sia di una diagnosi di depressione su base strumentale che del monitoraggio degli effetti farmacologici sui pazienti.

2)      Questa scoperta spiega perché gli antidepressivi non producano effetti terapeutici istantanei: la neurogenesi non è immediata. I nuovi neuroni diventano funzionali (ovvero in grado di creare nuove connessioni) nel giro di qualche settimana e il cervello può essere facilitato nell’adattarsi allo stress e superare la depressione.

3)      Gli scienziati asiatici hanno verificato, già nel primo studio pubblicato su Neuropsychopharmacology,  che la neurogenesi coincide con una riduzione di morte cellulare nei casi di ischemia.

 

MENS SANA IN CORPORE SANO

La depressione interessa circa 121 milioni di persone del mondo e in Italia colpisce circa  7,5 milioni di persone compromettendone la capacità relazionali e lavorative. Può diventare, infatti, davvero invalidante per chi ne soffre. Risulta fondamentale prendersene cura a 360 gradi.

Alcuni studi precedenti (Jakubs, 2006, Perella, 2003) evidenziano che la nascita di nuovi neuroni nell’adulto è collegata all’influenza degli stimoli ambientali, come l’esercizio fisico, l’arricchimento ambientale, l’apprendimento. Considerando che la PSICOTERAPIA stimola nuovi apprendimenti su se stessi e sugli altri è facile dedurre quanto sia fondamentale una trattamento congiunto. Nella cura della depressione è fondamentale incidere sull’ambiente interno ed esterno della persona in difficoltà attraverso l’intervento farmacologico e psicoterapico e di stimolazione fisica.

 

Riferimenti

http://www.lescienze.it/news/2011/07/26/news/le_statistiche_mondiali_della_depressione-551224/

http://it.blastingnews.com/salute/2016/12/depressione-gli-antidepressivi-fanno-nascere-nuovi-neuroni-nel-cervello-001283173.html

http://www.italiasalute.it/news.asp?ID=3327

http://psicologia.doctissimo.it/depressione/antidepressivi/antidepressivi-cervello.html

http://www.medimagazine.it/ottenuti-nuovi-neuroni-da-farmaco-antidepressivo/

http://www.brainmindlife.org/ambienteneurogenesi.htm

Jakubs K., et al. Environment matters: synaptic properties of neurons born in the epileptic adult brain develop to reduce excitability. Neuron 52, 1047-1059, 2006

Perella, Brain Mind & Life Opinion – Molecular “Stop Sign” May Hold Secret Of Never Regeneration – Current, BM&L-International, 2003

 

 

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