Siamo tutti un po’ psicologi! Direi proprio di NO!3 min di lettura

Ciao Mente Libera 🙂
Lo sapevi che siamo spettatori impotenti davanti al proliferare di pseudo-professioni e consulenti della salute mentale che stanno gettando nel caos la psicologia e ancora più importante le persone che soffrono di un disagio psichico?

In primis come amante della psicologia, ed in secundis come psicologo, in questo articolo voglio affermare ad alta voce: “NO! NON SIAMO TUTTI UN PO’ PSICOLOGI!

Se avete amici psicologi probabilmente li avrete sentiti lamentarsi spessissimo per l’idea che la società passa su di loro. A partire dalle frasi quali a partire dal “Dai, indovina ciò che penso!?” “Sai stanotte ho sognato di BLA BLA BLA” Secondo te cosa significa?.. fino ad arrivare alla celebre domanda “Mi stai psicoanalizzando?”.

Poi c’è il grande classico: “Sai, anche io sono un po’ psicologo!”… su questo (data la grande confusione professionale) penso vadano spese qualche parolina in più.

 

Prima di proseguire con la lettura, guarda il video:

 

Allora: “Sono anche io un po’ psicologo!

Tanto per cominciareNon mi sembra tu abbia speso cinque anni di università, uno di tirocinio e, tanto per cambiare, quattro di specializzazione per diventare un po’ psicologo” ma a parte questo, ci sono una serie di motivi per i quali alcune persone finiscono per ritienersi un “po’ psicologi”.

Vediamoci chiaro..

Il primo motivo è che in parte (non vi montate la testa adesso!) questo è vero. In particolare esiste quella che viene definita “Psicologia del senso comune” la capacità basilare di spiegare motivazioni e intenzioni degli altri, dare consigli, capire gli stati d’animo e saper ascoltare.
In parole povere ciò che vi aspettate da un amico che ci tenga a voi.

Queste competenze di base appartengono a gran parte delle persone e varia da sensibilità a sensibilità, ma non sono abilità sufficienti per far di noi degli psicologi. Proporsi dunque come aiuto e sostegno psicologico a chi sta male e soffre di disagi relazionali, emotivi o professionali senza aver svolto un percorso formativo necessario per imparare ad usare queste capacità di base, rischia di essere molto pericoloso per entrambi gli attori in causa.

Il secondo motivo è che, nel campo della psicologia, il disperdersi e la ricezione di informazioni (spesso incomplete e riadattate) è piuttosto comune. E’ inutile dire che le informazioni smezzate e non inserite all’interno di un quadro teorico coerente non solo sono sbagliate, ma possono essere addirittura dannose.

Un altro elemento non trascurabile è il fatto che, non essendoci una chiara definizione di psicologia nell’accezione comune, spesso si parla di quest’ultima anche quando non se ne potrebbe parlare, toccando elementi tipici dell’occulto, o diffondendo credenze completamente sbagliate sugli strumenti psicologici. 

È inevitabile quindi sentire spesso persone che si definiscono “Un po’ psicologhe”, perchè ritengono di prevedere cosa pensa la gente, capire se mente o dedurne tratti della personalità a partire da come disegna.

In tutta onestà, uno psicologo si tiene ben lontano da pratiche generiche.

In questa “grande orgia” di pseudo-professioni, trovo corretto linkarvi qui di seguito la video-inchiesta girata dal giornalista Luca Bertazzoni che per conto dell’Ordine degli Psicologi del Lazio che mostra ciò che può accadere nello studio dei Counselor e le possibili conseguenze sulla vita di coloro che, senza colpa alcuna, si sono rivolti a loro per ricevere aiuto.

Guarda la video-inchiesta (Raccomandato)

 

Avete visto? Non è come vi dicevo?

In definitiva chiariamo (e si spera una volta per tutte!) che non si può essere “un po’ psicologi come non si può essere “un po’ medici”, “un po’ ingegneri” o “un po’ architetti”.
Il percorso per diventare psicologi è lungo e difficile e richiede conoscenze teoriche non solo molto ampie, ma che vanno continuamente aggiornate.

Ciò non toglie che possiate definirvi “appassionati di psicologia” o “interessati alla psicologia”, ma vi prego Non “un pò psicologi”.

Ciao Mente Libera 😉

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